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Chatbot: cosa sono e risultano utili?

Chatbot. Sapete cosa sono e come vengono utilizzati?
Chiunque abbia mai provato a contattare un’azienda tramite un call center sa quanto il processo può essere lento e frustrante. Nonostante i buoni propositi, un addetto al call center sarà sempre limitato rispetto alla velocità dei software. Proprio per questo la tecnologia ha aperto le porte a una soluzione più rapida e semplice: i chatbot.

Un chatbot può avere una conversazione con un cliente ma non è limitato dalla tecnologia. Questo perché la tecnologia AI è integrata nel software.

Cosa è un chatbot e perché serve

Un chatbot è un software di intelligenza artificiale (AI) in grado di simulare una conversazione (o una chat) con un utente in linguaggio naturale tramite applicazioni di messaggistica, siti Web, app mobili o tramite telefono.

Perché i chatbot sono importanti? Un chatbot è spesso descritto come una delle espressioni più avanzate e promettenti di interazione tra uomo e macchina.
Da un punto di vista tecnologico, rappresenta solo la naturale evoluzione di un sistema di Question Answering che sfrutta il Natural Language Processing (NLP).
Formulare risposte alle domande in linguaggio naturale è uno degli esempi più tipici di elaborazione del linguaggio naturale applicato nelle applicazioni finali di varie aziende.

Ci sono due diverse attività alla base di un chatbot:

  • Analisi della richiesta dell’utente
  • Restituire la risposta

Come funziona Chatbot

Un chatbot restituisce una risposta basata sull’input di un utente. Questo processo può sembrare semplice; in pratica le cose sono abbastanza complesse.

Analisi della richiesta dell’utente

Questo è il primo compito che esegue un chatbot.
Analizza la richiesta dell’utente per identificare l’intento dell’utente e per estrarre entità rilevanti.

La capacità di identificare l’intento dell’utente ed estrarre i dati e le entità rilevanti contenute nella richiesta dell’utente è la prima condizione e il passaggio più rilevante al centro di un chatbot: se non sei in grado di comprendere correttamente la richiesta dell’utente, non lo farai essere in grado di fornire la risposta corretta.

Restituire la risposta

Una volta identificato l’intento dell’utente, il chatbot deve fornire la risposta più appropriata alla richiesta dell’utente.

La risposta potrebbe essere:

  • un testo generico e predefinito;
  • un testo recuperato da una base di conoscenza che contiene risposte diverse;
  • un’informazione contestualizzata basata sui dati forniti dall’utente;
  • dati archiviati nei sistemi aziendali;
  • il risultato di un’azione che il chatbot ha eseguito interagendo con una o più applicazioni di backend o una domanda che aiuta il chatbot a comprendere correttamente la richiesta dell’utente

Perché i chatbot sono importanti?

Le applicazioni chatbot semplificano le interazioni tra persone e servizi,
Allo stesso tempo, offrono alle aziende nuove opportunità per migliorare il processo di coinvolgimento dei clienti e l’efficienza operativa riducendo il costo tipico del servizio clienti.

Per avere successo, una soluzione chatbot dovrebbe essere in grado di eseguire efficacemente entrambe queste attività.
Il supporto umano gioca un ruolo chiave qui: indipendentemente dal tipo di approccio e dalla piattaforma, l’intervento umano è cruciale nella configurazioneformazione e ottimizzazione del sistema di chatbot.

Sono facili da usare e molti clienti li preferiscono. Possono anche far risparmiare denaro alle aziende e sono facili da configurare. Poiché la maggior parte dei chatbots utilizza app di messaggistica già presenti in miliardi di telefoni in tutto il mondo, è probabile che i tuoi clienti siano già collegati e pronti per il tuo bot.

I chatbot sono il futuro dell’esperienza del cliente e hanno il potere di sostituire le finestre di ricerca e molte app in un futuro non troppo lontano.

I chatbot nelle app di messaggistica

Nella maggior parte dei casi, i chatbots utilizzano le app di messaggistica per comunicare con i clienti.

Una persona può digitare o porre una domanda e il chatbot risponde con le informazioni corrette.
A seconda della situazione, molti chatbot possono imparare da ciò che un cliente dice.

In pratica riesce a personalizzare l’interazione grazie ad un’interazione precedente: ad esempio, se un cliente parla con un chatbot e chiede consigli sui film, il chatbot può ricordare quale film il cliente ha visto.

Le innumerevoli funzioni di un chatbot

I chatbot possono essere utili in molti aspetti dell’esperienza del cliente.

Ad esempio possono fornire assistenza clienti, presentare recensioni sui prodotti e coinvolgere i clienti attraverso campagne di marketing mirate. Se un cliente ha un problema con un prodotto, può connettersi con un chatbot per spiegare la situazione e il chatbot può immettere tali informazioni per capire come correggere il prodotto.

Inoltre possono essere usati per condividere prodotti popolari con i clienti, possono fungere come personal shopper per trovare il regalo o organizzare la serata perfetta per un cliente con pochi semplici domande.

Le aziende più importanti utilizzano i chatbot anche per collegare i loro clienti e aggiungere personalità ai loro prodotti.

Piaciuto l’articolo Google Trends: cos’è e come si usa?

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5 consigli per un sito web di successo

5 consigli per un sito web di successo

5 consigli per un sito web di successo

5 consigli per realizzare un sito web di successo. Tutti sappiamo che, ad oggi, avere un buon sito web è indispensabile se si vuole affermare la propria presenza online. Soprattutto per chi possiede un’attività o vuole porsi come un valido professionista sul mercato, costruire una vetrina digitale che risulti performante, consentendo di essere trovati da ipotetici clienti e di monetizzare è, di certo, tra gli obiettivi principali. Ma come fare? E cosa si intende per “un buon sito web”?

Le caratteristiche che concorrono nel rendere un sito web davvero performante sono, ovviamente, moltissime e di diversa natura, ma è sicuramente possibile individuare almeno alcune caratteristiche irrinunciabili quando si tratta della realizzazione di un sito web di successo. Vediamo insieme quali aspetti non sottovalutare.

Ecco i 5 consigli per un sito web di successo del team di Glocal Consulting

1.Rendi la navigazione semplice e intuitiva

A nessuno piace perdere tempo nella navigazione di un sito perché non si riesce a trovare ciò che si cerca in maniera immediata. Se l’utente deve procedere per tentativi nella ricerca del contenuto di cui ha bisogno, certamente getterà la spugna ancora prima di aver trovato ciò che gli serviva, abbandonando il sito web e dirigendosi sicuramente verso un competitor.

2. Punta su una grafica pulita

Per rendere un sito performante, veloce, responsivo e visivamente accattivante, il segreto è puntare su una grafica semplice, pulita, leggera. Non gravare sulla tempistica di caricamento delle pagine a causa della presenza di componenti grafiche molto invasive e pesanti sarà sicuramente un punto a favore per il tuo sito web. Scegliere poi una grafica moderna, minimalista ma al passo coi tempi darà un tocco ancora più accattivante al tuo sito…provare per credere!

3. Scrivi SEMPRE contenuti utili per i tuoi utenti

Spesso le idee tardano ad arrivare, spesso non ci sentiamo ispirati ma dobbiamo necessariamente realizzare i contenuti per una pubblicazione. Spesso, quindi, optiamo per la pubblicazione di contenuti triti e ritriti, poco interessanti e poco curati. Questo è l’errore più grande! Il tuo pubblico sarà attento, attivo e interagirà con i tuoi contenuti solamente se questi sono sempre e davvero di valore, ovvero in linea con le loro esigenze e i loro bisogni. Dedica tempo alla pianificazione e non rimanere mai a corto di idee!

4. Realizza contenuti ottimizzati per i motori di ricerca

La scrittura di contenuti, soprattutto di articoli, non deve essere mai lasciata al caso, lo abbiamo già visto. Ma oltre che per soddisfare le aspettative dei nostri potenziali clienti, l’attenzione rispetto ai nostri contenuti deve essere ai massimi livelli anche per la sua forma: ogni contenuto deve essere redatto in ottica SEO per consentire al tuo sito web di essere indicizzato al massimo e, di conseguenza, poter essere trovato tra i primi risultati nei motori di ricerca.

5. Scegli un template responsive

Infine, non commettere l’errore di pensare che il tuo sito web venga consultato solo o soprattutto da pc. Tutt’altro! La maggior parte dei siti web viene consultata da smartphone o tablet. Quale intuizione ci regala questa osservazione? I contenuti pubblicati devono essere SEMPRE responsive, ovvero devono adattarsi automaticamente a ogni tipo di supporto digitale.

Sei pronto a far crescere il tuo business digitale con la creazione di un sito Web performante e contenuti redatti in chiave SEO? Contatta Glocal Consulting allo 06.56569014, oppure via Whatsapp o scrivi a info@glocalconsulting.it

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Google Trends: cos’è e come si usa

Google Trends: cos’è e come si usa. Molte volte ti sarai chiesto quali siano le tendenze espresse nelle ricerche in un dato periodo di tempo. Google Trends è uno strumento davvero importante per SEO, SEM, social media marketing e copywriting. Questo tool è quindi ideale per strategie di content marketing, per aumentare le probabilità che il contenuto prodotto sia più intercettato e letto dagli utenti. Oggi è quindi fondamentale per realizzare contenuti di tendenza in grado di attirare l’attenzione.

L’interfaccia (che trovi qui https://trends.google.it) è molto semplice. Basta selezionare il paese (es. Italia), si inserisce la parola chiave ed il resto è fatto. Applicando alcuni dei suggerimenti di Google Trends, sarai un passo avanti rispetto alla concorrenza.

Analisi dei dati di Google Trends

I dati che Google Trends ci fornisce sono davvero utili ed interessanti, specialmente se li applichiamo ad una strategia SEO. Il content marketing quindi non può sottovalutare un’utilità digitale del genere. E’ tuttavia importante leggere i dati, che possono essere elaborati attraverso diverse variabili. L’area geografica rappresenta un dato interessante, utilissimo per capire i comportamenti in diverse zone del mondo o della stessa nazione in relazione al periodo temporale. All’interno di Google Trends è possibile selezionare altre variabili, ad esempio la categoria merceologica per sapere cosa viene cercato in una determinata nicchia di mercato.

L’importanza dell’area territoriale e geografica

La scelta dell’area geografica è effettivamente una componente importante per intercettare una maggiore domanda: se ci si trova in Italia, potrebbero essere importanti alcune parole chiavi relative al nostro territorio. All’estero, ad esempio, potremmo aver bisogno di differenti parole chiavi.

La stagionalità invece può essere utile per individuare determinati periodi dell’anno dove vengono effettuate ricerche relative all’ambito o al settore nella quale operiamo, in questo modo si può operare in quei mesi specifici e non in maniera uniforme per tutto l’anno.

Come funziona Google Trends

Come funziona Google Trends? Google risponde così: “Le notizie di tendenza sono basate sulla tecnologia del Knowledge Graph nella Ricerca Google, su Google News e su YouTube”. Il Knowledge Graph consente alla nostra tecnologia di collegare le ricerche a cose e luoghi reali, l’algoritmo relativo alle notizie di tendenza raggruppa gli argomenti che sono di tendenza nello stesso momento su Google News, nella Ricerca Google e su YouTube”.

https://trends.google.it/trends/

Come rendere la tua ricerca di Google Trends più precisa

Ovviamente ciò che conta è saper utilizzare ed approfondire l’utilizzo stesso dello strumento messo a disposizione da Google.

Ad esempio, in risposta a una query “magliette estive”, ti verranno forniti i dati per frasi come “magliette estive rosse”, “magliette estive verdi” e così via. Non vengono prese in considerazione domande con errori, diverse varianti di ortografia, al plurale o al singolare (“maglietta estiva”), nonché sinonimi.

Per perfezionare i dati, utilizzare gli operatori di Google Trends.
Il sistema supporta quanto segue:

  • Virgolette ” “. Il sistema visualizzerà i risultati che includono la frase esatta con lo stesso ordine delle parole, ma possono esserci parole prima o dopo la frase di base. Ad esempio, le statistiche per la query “magliette estive” includeranno i dati per la query “magliette estive rosse”.
  • Più +. Sostituisce la congiunzione “o”. Le statistiche includeranno i risultati per l’una o l’altra parola. Ad esempio, per la query “pantalone da. uomo + maglione”, i risultati includono i dati per “pantalone di cotone uomo” e “maglioni di lana”. Un altro modo per utilizzare l’operatore + consiste nel combinare diverse opzioni di ortografia, inclusi gli errori di ortografia. Ad esempio, per la query “Hyundai + Henday + Hendai”, le statistiche includeranno tutte queste opzioni/errori di ortografia.
  • Meno. Esclude una parola dalla query. Ad esempio, per la query “costume da bagno – bikini”, le statistiche includeranno i dati per “costume da bagno blu” e ignoreranno “bikini costume da bagno”.

Hai voglia di far crescere il vostro business digitale con la SEO e Google Ads? Contatta Glocal Consulting allo 06.56569014, oppure via Whatsapp o scrivi a info@glocalconsulting.it

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web agency aprilia

Web agency Aprilia: quale scegliere

Web agency Aprilia: siete alla ricerca di una web agency ad Aprilia? Gli aspetti da valutare sono molteplici, soprattutto perché i servizi offerti sembrano assomigliarsi un po’. Ma a quale team affidarsi per un sito web, la SEO o il social media marketing?

COME SCEGLIERE LA TUA WEB AGENCY AD APRILIA

Quando si effettua una prima ricerca per individuare la web agency ad Aprilia che possa rispondere adeguatamente alla proprie esigenze, spesso si ha l’impressione che i servizi offerti cambino di poco.

Le esigenze possono essere molteplici. Migliorare un sito web, ottimizzare un sito e-commerce o aprirne uno del tutto nuovo, realizzare un’app oppure sviluppare un software gestionale aziendale.

 

IN CHE MODO UNA WEB AGENCY PUÒ FARE LA DIFFERENZA

Qui occorre fare una considerazione. Una buona web agency non punta a farvi acquistare servizi o strumenti che già possedete o che non servono al vostro scopo. Tutto sarà commisurato alle vostre esigenze, agli obiettivi, ed al tempo che sarà necessario (e da voi richiesto) per il raggiungimento.

Il team di Glocal Consulting è composto da web manager, seo expert, graphic designer e sviluppatori. Di volta in questa la squadra assumerà la corretta configurazione in base alla tipologia di cliente, commessa, obiettivo.

GLOCAL CONSULTING: LA VOSTRA WEB AGENCY AD APRILIA

L’approccio di Glocal Consulting è quello di una web agency ormai attiva da quasi 17 anni, con traguardi importanti: l’agenzia è infatti Google Partner, Google Ads Partner, e certificata Sendinblue Academy. Esperienza, unita però ad una grande innovazione grazie agli investimenti nella formazione e nelle tecnologie più efficaci per aumentare il vostro business.

Scegliendo Glocal Consulting come vostra web agency a Roma, potrete fare affidamento su:

  • Più 17 anni di attività
  • Un team formato da web designeresperti seosocial media managersviluppatori grafici
  • Una vena creativa sempre ampia
  • Un supporto oltre la media
  • Una crescita di clienti (anche istituzionali) sempre maggiore

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SEO e SEM quali differenze

SEO e SEM: quali differenze?

SEO e SEM: quali differenze? Ogni giorno sui motori di ricerca vengono processate tantissime richieste da parte degli utenti. Circa 3 miliardi quelle che si contano. Google e gli altri motori hanno come obiettivo quello di proporre la risposta più giusta in relazione alle richieste degli utenti.

Come posizionare un sito web su Google (e grazie alla SEO)?

Ci sono diverse tecniche di marketing online, pratiche che chi ha un sito deve necessariamente conoscere. Il posizionamento sui motori di ricerca passa inevitabilmente dalla valorizzazione del contenuto (le pagine, i testi, il tag delle foto, ma non solo). Oltre ciò c’è tutta una corrente legata alla produzione di contenuti mirati. Queste soluzioni rientrano nel content marketing, che consiste sostanzialmente nello scrivere per la SEO.

SEO e SEM, quali differenze?

La parola SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization, mentre SEM sta per Search Engine Marketing. La SEO è quell’insieme di tecniche, soluzioni, “manovre” che consistono nel posizionare organicamente (quindi senza avvalersi di strumenti pubblicitari) un sito sui motori di ricerca (es. Google). Secondo Google Knowledge Graph, l’ottimizzazione dei motori di ricerca è “il processo di massimizzare il numero di visitatori di un particolare sito web facendo in modo che il sito appaia in cima alla lista dei risultati restituiti dal motore di ricerca.” Questo è un processo che può essere abbastanza lungo e continuativo, quindi da inserire in una strategia a breve / lungo termine.

SEM, definizione e contenuti

Quando si parla invece di SEM si tratta di tecniche pubblicitarie per rendere visibile un sito, ovvero un posizionamento sponsorizzato. Una delle tecniche migliori per una SEM concreta consiste in Google Ads. L’attività SEM individua i migliori strumenti per farlo e li verifica tramite web analysis. Spesso la SEO è affiancata da una campagna SEM, proprio perché quest’ultima può essere particolarmente rapida ed efficace nei brevi periodi (si pensi al lancio di offerte4, promozioni, ecc).

Differenze sostanziali tra SEO e SEM

Quindi la SEO va inserita, come detto poc’anzi, in un contesto di strategia più longevo. La SEM invece è un boost che si può applicare nel breve termine (ma non è detto che possa essere anche un investimento a lungo termine).

Google Search Console: che cos’è e perché serve

Google Search Console ti consente di monitorare e segnalare la presenza del tuo sito web nella SERP di Google. E’ fondamentale per favorire la SEO, e si integra perfettamente con altri sistemi Google quali Analytics e Ads. Senza il Google Search Console è difficile ottenere risultati, ma soprattutto monitorarli ed eventualmente correggere errori e strategie.

 

Volete posizionare il vostro sito sui motori di ricerca e renderlo una fonte di guadagno? Potete contttarci allo 06.56569014, oppure via Whatsapp o scrivete a info@glocalconsulting.it.

Piaciuto l’articolo SEO e SEM: quali differenze??
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come rendere sicuro wordpress

Come rendere sicuro WordPress?

Come rendere sicuro WordPress nel 2022: domanda non semplice. La soluzione finale forse c’è, o almeno una serie di best practices da eseguire per evitare attacchi o malfunzionamenti.

La sicurezza e protezione dei siti WordPress è un qualcosa di più articolato ma è una tematica sempre più sentita. WordPress è sicuramente un’ottima piattaforma per il web, usata tra l’altro da brand famosissimi (ed enti) come la Casa Bianca, Sony Music, Mercedes Benz. Essendo un software open-source, WordPress offre vantaggi e svantaggi in fatto di sicurezza. Se da una parte il codice sorgente è controllato costantemente da una comunità di centinaia di sviluppatori attivi nel miglioramento costante del programma, dall’altra bisogna notare che, per natura, lo stesso codice è accessibile a malintenzionati che possono studiarne eventuali debolezze.

WordPress è un CRM e, per i motivi detti sopra (e non solo) è fondamentale curarne al meglio la sicurezza, così da mantenerlo affidabile.

WordPress è sicuro?

Sì, WordPress è effettivamente sicuro. Tuttavia alcuni dati autorevoli sembrano descrivere uno scenario differente. Questi dati di Sucuri  affermano che nel 2019 il 94% degli interventi di “pulizia” che hanno svolto riguardavano pagine WordPress. Un tendenza in continua crescita (nel 2018 erano il 90%, nel 2017 l’83%), che coincide con l’aumento della diffusione del CMS.

Infrazioni siti web 2019 secondo Sucuri
(fonte Sucuri)

Ma non facciamoci allarmare da tutto questo. In realtà il problema dell’hackeraggio è un qualcosa di comune a tutti i siti web. WordPress, essendo diffuso sul 30% circa dei siti mondiali, è evidentemente a rischio.

Il sistema su cui si basa WordPress (temi grafici e plugin) possono lasciare, se vengono trascurati, porte aperte a chi vuole intrufolarsi malevolmente.

Gli sviluppatori di plugin o temi, infatti, non sono necessariamente esperti di sicurezza e può capitare che siano le vulnerabilità presenti su questo tipo di software a compromettere il sito. In realtà, la maggior parte degli attacchi avviene proprio in questo modo: secondo Patchstack, tra il 95% e il 98% degli attacchi a siti WordPress avviene a causa di vulnerabilità dei plugin.

Proprio per questo consigliamo sempre di mantenere aggiornato il vostro sito WordPress. Non sapete come fare? Beh, potete rivolgervi a noi qui.

I principali pericoli e problematiche su WordPress

Mettere in sicurezza WordPress è un processo che richiede costante applicazione. E’ una “corsa contro il tempo”, che consiste nel sistemare falle, rendere sicuri i siti, mentre i malintenzionati cercano nuove falle.

Fra gli elementi più vulnerabili da tenere a mente quando ci attiviamo per mettere in sicurezza WordPress ricordiamo:

  • la sessione di autenticazione di WordPress, spesso vittima di attacchi di “forza bruta”;
  • componenti e plugin realizzati da terze parti;
  • file temporanei contenenti i dati di accesso al CMS;
  • script e porzioni di codice PHP vulnerabili, la falla preferita dei malware.
  • il database SQL, il ‘cuore’ che contiene tutti i dati di WordPress;
  • archiviazione e gestione dei dati sensibili.

Come mettere in sicurezza WordPress

Come già detto, questa è una risposta articolata. Ci sono soluzioni che riducono di moltissimo però la possibilità che un sito venga attaccato. I backup periodici rappresentano uno dei passaggi importanti per garantirti un sito più sicuro. Qualora il vostro sito subisse un attacco, avete un backup che limiterà tantissimo i danni

Molti servizi di hosting includono servizi di backup per i propri clienti. Al di là di questi, se potete, fatene anche diversi in locale.

Esistono vari plugin, gratis e a pagamento, per automatizzare il processo di backup. Il più utilizzato è Updraft Plus, che può essere programmato per eseguire backup periodici del tuo sito.

Monitora WordPress con un plugin di sicurezza

Consigliamo WordFence, tra l’altro installato in tutti i siti dei nostri clienti. Wordfence rintraccia la presenza di malware attraverso scansioni regolari dei file, bloccare attacchi brute force e rimuovere file infetti nel caso siano presenti.

Aggiorna plugin, temi e componenti di WordPress con regolarità

Molti aggiornamenti non estendono solo funzioni di plugin, ma hanno al proprio interno patch di sicurezza. Attenzione però, prima di aggiornare è sempre utile fare un backup di spazio web e database del sito.

Aggiungi il tuo sito a Google Search Console

Google Search Console è una piattaforma gratuita per monitorare come Google vede il tuo sito e ottimizzare la tua presenza sul motore di ricerca. Questa risorsa permette di rilevare tutti i problemi relativi a navigazione o usabilità che impediscono alle pagine di essere indicizzate, ma non solo.

Usa il protocollo sicuro HTTPS per tutte le comunicazioni

Il protocollo HTTPS è fondamentale per garantire un transito dei dati in sicurezza. Tra l’altro dal 2017 Google penalizza i siti che non utilizzano il protocollo HTTPS. Per passare a HTTPS è necessario ottenere un certificato SSL, ossia un documento digitale rilasciato da un’Autorità Certificativa (CA, Certificate Authority). I siti dei nostri clienti sono provvisti di certificato di sicurezza. Non lo avete ancora sul nostro sito? Contattateci per poterne installare uno.

Proteggi la pagina di login WordPress

La maggior parte delle minacce ai siti WordPress arriva dalla pagina di login: per gli hacker, infatti, penetrare nei siti con credenziali poco sicure è un gioco da ragazzi. Quindi è fondamentale eliminare il termine “admin” come nome utente, e scegliere password complesse (come ad esempio qui).

I tentativi che hanno come obiettivo l’accesso alle pagine di ingresso sono chiamati in gergo tecnico “brute force” (attacchi di forza bruta), e consistono in una serie infinita di tentativi di login con combinazioni casuali di nome e password.

Un’altra possibilità è quella di cambiare l’estensione /wp-admin dei siti per entrare nel pannello di controllo del sito. Questo plugin può essere molto utile.

Per informazioni, consulenza o manutenzione del vostro sito potete scriverci a info@glocalconsulting.it o chiamare (o scrivere via whatsapp) il numero 06.56569014.

Se ti è piaciuto questo contenuto potete sempre consultare un altro articolo come questo e il nostro blog qui
Come rendere sicuro wordpress

Normativa cookies & privacy per i siti web: le novità

Normativa cookies & privacy per i siti web: le novità

Normativa cookies & privacy: a seguito del provvedimento GPDP del 10 giugno 2021, pubblicato su Gazzetta Ufficiale il 09 luglio 2021, entrano in vigore oggi in maniera definitiva le nuove indicazioni del Garante della Privacy sulla gestione dei cookie. I siti web hanno avuto tempo per adeguarsi fino al 10/01/2022 quindi, per chi non avesse ancora provveduto, è bene munirsi delle dovute modifiche nel più breve tempo possibile. Pertanto, vediamo come fare facendo chiarezza e partendo dalle basi.

Cos’è un Cookie?

In termini informatici, un Cookie è un “file”, una variabile testuale, contenente una serie di informazioni inerenti alle attività che un utente svolge su un sito web durante la sua navigazione. I siti web memorizzano sui browser sui dispositivi queste informazioni con lo scopo di identificare chi ha già visto un sito web, attraverso quali scelte o azioni ha effettuato sul sito, per ricavarne dati statistici, informazioni sulle preferenze o sulle abitudini d’acquisto e altre informazioni di questa natura.

Quindi, l’utilizzo dei cookie da parte dei siti web è finalizzato, ovviamente, a fini di azioni pubblicitarie e per attività di marketing.

Cosa prevedeva la precedente normativa?

Naturalmente, proprio gli scopi di questo utilizzo da parte dei siti di commercio elettronico hanno rappresentato il motivo che ha portato l’Unione Europea e il Garante della Privacy a interessarsi all’argomento, rendendo necessaria l’emanazione di alcune leggi e normative che andassero a regolamentare l’utilizzo delle informazioni ottenute. Infatti, già con l’introduzione della norma GDPR (acronimo per General Data Protection Regulation, ovvero  Regolamento generale per la protezione dei dati personali) e con la prima versione della legge sui Cookie che ne è derivata, è stato reso necessario, per i proprietari di siti web, richiedere all’utente il consenso per memorizzare alcuni tipi di informazioni inerenti alla sua navigazione nel suo spazio digitale, tramite finestre pop-up o banner presenti sul sito.

Quindi, a seguito della prima normativa cookies & privacy, un sito web deve informare gli utenti in modo chiaro, breve e diretto, su tutti i cookie che verranno utilizzati sul sito e rimandare a una informativa più dettagliata in una pagina specifica. In sostanza, nel momento in cui un utente apre un sito web deve prendere visione di un banner che contiene tre opzioni: Accetta, Rifiuta e Personalizza. Questo permette ai visitatori del sito di decidere nel dettaglio quali e quante informazioni sulla sua navigazione nel sito condividere o meno.

Nonostante questo, però, alcuni operatori di digital marketing hanno sottovalutato l’applicazione della norma prevista, sostenendo che il legittimo interesse per l’utilizzo statistico e commerciale dei dati ricavati dalla navigazione degli utenti valesse come consenso implicito all’utilizzo dei Cookies. La natura controversa di questa situazione ha quindi condotto a un nuovo confronto in merito e alla successiva pubblicazione delle nuove linee guida.

Cosa cambia con l’entrata in vigore della nuova normativa?

La nuova normativa cookies & privacy offre maggiori garanzie in materia di trattamento e utilizzo dei dati personali per utenti di siti web. Infatti, la nuova normativa obbliga i siti web a informare i visitatori sui dati che il sito web o terze parti registrano durante la navigazione. In sostanza, l’utente deve consapevolmente accettare di condividere o meno tutti o alcuni dei propri dati di navigazione, avendo inoltre la possibilità di scegliere quanti e quali condividere con chi amministra il sito web.

Nel momento in cui l’utente accetta di condividere i propri dati di navigazione, queste informazioni sono salvate in variabili chiamate, appunto, Cookies.

Sinteticamente, il banner informativo, che chiede il consenso all’utente, dovrà:

  • contenere in forma sintetica una prima informazione di quali gruppi di cookies il sito utilizza, indicando inoltre la finalità dei cookies tra tecnici necessari / performance e preferenza / statistica e profilazione / marketing e pubblicità / altro;
  • una delle opzioni mostrate dovrà essere necessariamente selezionata dall’utente. Il banner quindi non potrà essere bypassato, continuando a navigare nel sito web senza effettuare una scelta ben precisa;
  • consentire di accettare tutti i gruppi di cookies, di accettarne solo una parte oppure di far personalizzare all’utente i dati da condividere, accettando solo i cookies tecnici necessari;
  • mostrare il link di accesso alla pagina di policy cookies e alla policy privacy.

Come adeguarsi ai cambiamenti?

Fondamentale sarà rendere il consenso ottenuto dagli utenti dimostrabile, attraverso un cookie tecnico o conservandolo in un apposito archivio. Glocal Consulting assiste i propri clienti nell’adeguamento dei propri siti web alla normativa.

Scopri come richiedendoci una consulenza gratuita.

Creazione blog

Scrittura di articoli per blog

Scrittura di articoli per blog

La scrittura di articoli per blog è fondamentale per siti aziendali. Il blog infatti rappresenta una vetrina all’interno della quale inserire contenuti informazionali e utili per gli utenti che possono avere un ritorno anche a livello di vendite. Fornire un servizio funzionale e produttivo ai clienti attraverso la scrittura di articoli per blog è infatti una strategia essenziale per creare un rapporto di fiducia e rendersi autorevoli su un certo argomento o un certo prodotto.

Come scrivere articoli utili per blog?

Innanzitutto sarà necessario chiedersi che tipo di obiettivo si vuole raggiungere attraverso la scrittura di determinati articoli. Si potrebbe parlare della storia dell’azienda, esporre le potenzialità di un determinato prodotto, descrivere uno specifico servizio, dare dei consigli o parlare di alcune sfiziose curiosità. Per creare degli articoli sul blog, che devono quindi posizionarsi online, esistono delle strategie che abbiamo indicato in precedenti articoli e che devono essere tenuti sempre in considerazione per ottimizzare i contenuti.

Strategie per rendere gli articoli per blog più accattivanti

Per la scrittura di articoli per blog solitamente viene usato WordPress nella sua versione classica o nel suo nuovo editor, Gutenberg. WordPress è sicuramente il CMS più usato e permette di creare articoli originali dagli aspetti più svariati. Infatti, gli articoli per blog non devono solo presentare contenuti utili, chiari e ben scritti ma anche risultare graficamente accattivanti e facilmente leggibili.

Per ottenere questo risultato si possono utilizzare diversi espedienti; ad esempio, oltre alla divisione in paragrafi, all’utilizzo di titoli di diverso livello e all’inserimento di grafiche accattivanti, si possono anche inserire video o immagini fisse che tendono a muoversi con il testo creando effetti interessanti e stimolando l’attenzione dell’utente.

Insomma la scrittura di articoli per blog non deve tener conto solo dei contenuti ma anche del modo in cui questi vengono presentati.

immagini adatte per siti web e social

Immagini adatte per blog e social

Immagini adatte per blog e social

L’agenzia di comunicazione Glocal Consulting si occupa da tempo della creazione di siti, campagne per i social, realizzazione di contenuti e ottimizzazione per un buon posizionamento sui motori di ricerca. Il team ha una grande esperienza nel mettere insieme i molteplici aspetti che contribuiscono a posizionare opportunamente i siti nella SERP (Search Engine Results Page). Tra gli elementi che è necessario valutare rientra anche l’uso di immagini adatte per blog e social.

Perché scegliere immagini adatte per blog e social?

Le immagini sono essenziali per la comunicazione online; non solo chiariscono il significato di concetti e parole usati per copy e articoli ma rappresentano anche un ottimo espediente per far riposare gli utenti durante la lettura di un lungo articolo.

Infatti, immagini adatte per blog e social danno un incentivo alla comunicazione, possono colpire gli utenti attraverso l’uso di colori e figure appropriate e possono rivelarsi un buon espediente per rompere i cosiddetti muri di parole, ossia quei lunghi paragrafi che, pur essendo molto interessanti e apprezzati, possono però essere difficili da leggere interamente, senza aiuti e sostegni come quelli offerti da immagini e video.

Quali ulteriori benefici possono apportare immagini adatte per blog e social?

Immagini adatte per blog e social sono quelle scelte dopo un’analisi accurata sul sito e sui prodotti eventualmente proposti dall’azienda che vuole posizionarsi online. Molti brand e aziende prima di procedere con la comunicazione e l’utilizzo di immagini online lavorano prima su un progetto di grafica coerente e al passo con i proprio obiettivi e con i bisogni degli utenti. Infatti, una grafica riconoscibile che colpisca e lasci comprendere sin da subito a chi ci si riferisce può aiutare moltissimo a creare una relazione duratura tra utenti e brand.

Meta description e tag alt

Meta description e tag alt: validi elementi per la SEO

Meta description e tag alt: validi elementi per la SEO

Il linguaggio in chiave SEO si compone di tanti elementi che, se analizzati e gestiti in modo appropriato, possono portare articoli e pagine del sito a salire nel posizionamento sui motori di ricerca. Tra questi elementi da non dimenticare e da gestire in modo appropriato per la SEO rientrano anche la meta description e i tag alt. Partiamo dalla prima.

La meta description: la sua importanza per gli utenti e per la SERP

La meta description è un tag HTML costituito da una quantità limitata di caratteri. Si tratta quindi di una o due frasi che vengono utilizzate per spiegare meglio agli utenti il contenuto degli articoli o delle pagine web e, dato che fornisce al lettore delle brevi informazioni che possono “indurlo” al click, ha effetti anche sul posizionamento del sito. La meta description, spesso anche se non sempre, viene utilizzata da Google per gli snippet. Per essere più chiari, lo snippet è una sorta di box costituito da un titolo, una breve descrizione e un link che appare su Google nel momento in cui l’utente digita e invia una query. La descrizione contenuta nello snippet a volte può corrispondere al tag meta desctiption impostato, altre volte può essere scelto dagli algoritmi di Google in base alle query degli utenti. Comunque una meta description ha in primo luogo il compito di venire in aiuto agli utenti chiarendo il tema di un articolo o pagina specifica.

Tag alt immagini: cura per gli utenti e per la SEO

I tag alt immagini o testi alternativi delle immagini sono brevissime descrizioni inserite nel codice HTML per spiegare che cosa rappresenti o che cosa voglia dire una determinata immagine inserita in un articolo o in una pagina. I tag alt vengono quindi aggiunti a grafiche, foto e immagini che per svariati motivi non vengono mostrate. Ad esempio possono essere essenziali per la lettura di pagine con browser utilizzati da utenti con problematiche alla vista. In questo senso, quindi, i tag alt servono a prendersi cura degli utenti ma servono anche a Google che li utilizza per dare un significato alle immagini e posizionarle sul motore di ricerca.

Insomma per concludere, la scrittura in chiave SEO non è un’attività meccanica da gestire in modo freddo e asettico. Anzi, deve essere gestita in modo da avere sempre un occhio di riguardo per le molteplici esigenze degli utenti, che vengono sempre prima degli obiettivi di posizionamento.

 

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