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Più clienti o più qualità?

Domanda difficile che in molti si faranno. Meglio più lavoro (con tutti i rischi che ne conseguono) o focalizzarsi su determinati tipologie di clienti, ricercando però quelli di qualità (non solo per dimensione aziendale, s’intende precisione nei pagamenti, rispetto del lavoro, ecc)?

Francamente credo che questo sia un percorso da fare. Per poter emergere al meglio ci vuole esperienza, e molta di questa si accumula proprio nel tempo, attraverso “storie” di lavoro che spesso si ripetono, con problemi spesso noti (pagamenti, remunerazione a singhiozzi, ecc). Un’azienda che vuole affermarsi deve selezionare al meglio il proprio target di clientela. Spesso ci si mette molto tempo, ma è un’operazione importante ed è legittimo sia così.

Credo però che cercare clienti di qualità (e che rendano il lavoro davvero remunerativo) sia un percorso giusto, per onorare la propria professionalità ed ambizioni. Francamente pensateci bene: il cliente che paga il vostro servizio ad un costo molto basso (quasi sicuramente) vorrà che il vostro servizio funzioni allo stesso modo di uno che costa di più, sia efficiente e porti risultati (es. una penna da 5 euro non sarà bella e rifinita come una da 100, ma se non dovesse scrivere non sarebbe una penna funzionante).

E a fronte di un minimo ricarico, il professionista o l’azienda sarebbe in grado di fornire un servizio di alta qualità? E qualora ci fossero intoppi nell’esecuzione del lavoro (esempio un tempo più lungo per la sua realizzazione), il piccolo ricarico dell’azienda andrebbe in fumo. E pensate anche (e sempre) al “rischio” che qualsiasi lavorazione ha dietro di sé (figlia del rischio d’impresa).

Con questo non voglio dire che bisogna vender sabbia nel deserto a milioni di euro, ma propongo a tutti una riflessione sulla tipologia di cliente da selezionare per poter elevare davvero al qualità del proprio lavoro (prezzo compreso, dato che quest’ultimo è la somma di molti fattori) e… semplicemente lavorare più serenamente. Non abbiate paura, meglio focalizzarsi bene su chi può render il nostro lavoro “migliore” che correre tanti piccoli rischi

Glocal Consulting

Come sono cambiati i siti per il business

Tutti noi nella nostra vita ci evolviamo: con il passare del tempo le nostre idee, il nostro modo di esprimerci e di apparire cambia. Allo stesso cambiamento sono soggetti anche i siti internet. Nella puntata di oggi di ProsperityLive vogliamo per l’appunto approfondire alcuni aspetti dell’evoluzione dei siti. E’ fondamentale, infatti, nel corso della propria attività online soffermarsi di tanto in tanto e chiederci se i nostri siti rispecchiano ancora la nostra persona e il proprio lavoro. L’evoluzione dei siti ha fatto sì inoltre che alcune tecniche, che in passato erano vincenti, non lo siano più. E quindi è di cruciale importanza adeguare il proprio sito ai nuovi criteri di indicizzazione, ottimizzazione e visibilità.

Ascolta “[039] Come sono cambiati i siti per il business” su Spreaker.

Parlando di evoluzione dei siti è molto interessante, ad esempio, vedere come è cambiato un colosso come Amazon, dalla sua nascita fino ad ora. Da sito di libri, con una veste grafica molto scarna, si è tramutato in una piattaforma mondiale, che fa vendere un enorme numero di articoli, andando a coprire settori merceologici anche molto diversi tra di loro.

Un’ulteriore dimostrazione di quanto sia importante che le idee vincenti vengano supportate anche da strumenti tecnologici adeguati.

Ecco di cosa parleremo:

  • Evoluzione dei siti internet: importanza di essere responsive, veloce, con belle foto e testi chiari e con caratteri facili da leggere
  • La qualità e il valore dei contenuti dei siti: post blog più lunghi e testi più articolati
  • Evoluzione contenuti sui Social: esempio di Twitter
  • L’importanza della scelta del Server
  • Il Blog e la tendenza a disabilitarne i commenti
  • Il futuro dei siti internet: verranno inglobati dai Social Media?
  • Sito come fulcro del proprio Personal Brand